Istinto Percettivo

 

opere
Atmosfere sospese e mondi immaginari, sono queste le visioni di Elio Scuderi, ma anche geometrie, e poi sfumature di colori, elementi ricorrenti facenti parte di un linguaggio assai complesso ma coerente.

Guardando alcune di queste opere mi tornano alla mente i paesaggi di William Turner (1775-1851) inducendomi, quasi naturalmente, a quella che potrebbe essere definita la questione informale. In effetti la questione dell'arte informale o astratta non si è esaurita, anzi a tutt'oggi molti quesiti rimangono irrisolti. L'idea che la forma astratta sia la più recente delle conquiste dell'arte sembra infatti essere superata, solo che è ancora difficile definire i confini di questo linguaggio. Una

tale complessità è poi suffragata da tutte quelle fenomenologie che rientrano nel campo della percezione. William Turner aveva intuito, già nel XVIII sec. che colore, densità, tessitura, sarebbero stati i nuovi codici per una nuova pittura, per una nuova percezione. Non è semplice dipingere in maniera informale, è come ritornare, attraverso un viaggio lunghissimo, a quella forma di comunicazione arcaica o rudimentale che i nostri antenati usavano.

Comunicare per pure immagini, colore, densità, tessitura, non può che avvenire o attraverso una grande conoscenza del linguaggio visivo o attraverso una grande forza di astrazione, tale da riuscire ad annullare ogni elemento contaminante della nostra cultura contemporanea. Ciò significa possedere un grande istinto percettivo.

Stabilito l'approccio percettivo di Elio Scuderi, scorrendo le opere dell'artista si nota come da un approccio riflessivo-meditativo si passa ad un'azione vera e propria del colore e del segno. Il colore presuppone una prima fase riflessiva dell'artista, mentre il segno che scaturisce dalla meditazione denota questo scatto energetico come nell'Action Painting. Sembrerebbe poco coerente, ma in effetti come lo stesso Gillo Dorfles sostiene l'action painting e l'informale si equivalgono. Ma l'azione emotiva che l'artista ci comunica ci rende più evidente il suo carattere

Gillo Dores, Ultime tendenze nell'arte oggi, dall'Informale al drammatico, di un espressionismo astratto evidentemente presente nella sua formazione. La cultura degli anni '70 e le connessioni con le nuove teorie della percezione visiva, oltre modo definiscono l'opera di Elio Scuderi come un artista sapiente ed innovativo.

Dai monocromi al cinetismo, dall'arte materica alla grafica, passando per tonalità che prefigurano orizzonti ignoti e atmosfere mediterranee, nell'opera di Scuderi si comprende la volontà di definire un nuovo universo linguistico con nuovi accostamenti svincolati da un senso sociale, ma prettamente intimistici e anti-figurativo.

È in questo che trovo nell'opera dell'artista quel senso di drammaticità esasperata. Volere rendere in senso assoluto, quasi esagerando, la sua emotività, Elio Scuderi cerca l'accostamento poetico alle opere. Forse un estremo tentativo di continuare l'opera dove gli stessi colori, tessiture e segni grafici, non riescono a penetrare lo spirito dell'uomo.

L'opera di Elio Scuderi è quindi un tentativo di viaggio impossibile nell'animo stesso dell'artista. Lev Vygotskij (1896-1934) nella sua opera di psicologo e storico ci chiarisce il concetto che sta alla base dei processi psichici di un individuo. Egli sostiene che vi sia un'influenza specifica del contesto sociale, quindi dalla cultura del luogo e del momento storico in cui l'individuo si trova opera e vive: «La psiche non è altro che il riflesso delle condizioni materiali, le quali possono essere modificate e trasformate in prospettiva di un fine concreto». Così l'opera di Elio Scuderi.

Giovanni Battista Maria Falcone

 
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