La selva oscura della pittura

 

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Il lavoro artistico di Elio Scuderi (Palermo, 1973) è di grande complessitá matematica, questo pensiero permanentemente ancorato a un calcolo di probabilità si traduce in un singolare incontro con la cifra e la macula. Questo lavoro, in un primo momento collegato con terminologia procedente dalla Pop Art, come la pittura piana o altri processi simili e la presenza di oggetti ricercati, è stato sviluppato in parallelo a letture di segno postmoderno l'accettazione di processi di carattere concettuale. Vale a dire l'uso di oggetti extra-pittorici, come le braccia di manichino, che in ultima analisi, rappresentano ciò che realmente sono. Il colore non appare come un simulacro di tonalitá, come testimone di un tramonto di Caspar David Friedrich o un campione individualizzato delle possibilitá cromatiche di una tempesta di Turner, o il preziosismo colorista degli ultimi quadri di Fortuny. Ossia, connotando un dialogo paradigmatico di assenza e presenza di sentimentalismo. Al contrario il colore è un segno di identità, fa parte della profondità del substrato di ogni opera, cosí come Mark Rothko differenziava le sue opere. Questa dissezione poetica della forma e del colore ha trasformato queste ultime pitture, in una struttura pittorica vertebrata, che si mostra come un capriccio coerente di questa dura ricerca espressiva. Ricerca che non dà concessioni a nessuno e che si é convertita in modus vivendi e in esplorazione personale, in ossessione alla ricerca di forme primigenie di disegno, dell'espressione magica dell'uomo. Si potrebbe pensare a una riconsiderazione storica che unisca come la linea dell'orizzonte, esperienze cosí diverse nel tempo come il Neoplasticismo di Theo Van Doesburg, Piet Mondrian, Cesar Domela e l'astrazione geometrica di Peter Halley. Tutto ció fa parte di un substrato espressivo che appare e si contrappone alla disparità, all' omogeneizzazione delle attuali tendenze artistiche, grazie al processo personale dell'artista che ricerca la purezza e l'autenticità dell'arte attraverso forme e volumi primitivi, provenienti dal tempo in cui l'espressione plastica faceva parte della ritualitá e dellaTaumaturgia e che non venivano influenzate dalla commercializzazione e desiderio di possessione individuale. A questo mondo di druidica magia ci riportano questi esperimenti attuali,che partono da una globale complessità di approcci per risolversi a partire dall' assenza come unico criterio coerente. Forme, superfici e colori che non possono esaurirsi nella sua univoca semplicità e bellezza poiché, sono strettamente legate al processo intellettuale e formativo di questo giovane e artista, lontano da ogni reiterazione, e in definitiva dall'accademia o dalla eterodossia unificatrice, difetti che molto riflettono la pittura attuale. Servano queste ultime quattro riflessioni a dare il benvenuto nel Reial Cercle Artístic de Barcelona all' artista siciliano. Ente che presiedo dallo scorso anno, e che oggi celebra il 130 ° anniversario della sua creazione. Nello stesso anno di nascita di Picasso un gruppo di artisti Barcellonesi si uní per poter condividere classi di creazione e studio. Da quel lontano 1881 molti artisti si sono formati nel nostro centro, solo per citarne una tra tanti, Joan Miró. Ente che svolge attività a norma del suo comitato direttivo, spesso attento alle ultime tendenze dell'arte, come quando nel 1912, il Consiglio di Amministrazione presieduto da Lluís Masriera, chiese a FT Marinetti l'esposizione di pittura futuristica che fece il giro di tutta Europa. Questa attività, presente in altri centri espositivi europei (Palermo e Cuenca) si integra perfectamente alle celebrazioni dei nostri 130 anni, ancora una volta attenti alle piú attuali ed esigenti tendenze dell'arte contemporanea.

Josep Felix Bentz OLIVER
Critico d'arte e presidente del Reial Cercle Artístic di Barcellona.

Josep Félix Bentz Oliver

Nato a Barcellona il 3 maggio 1965. Attuale presidente del Reial Cercle Artístic di Barcellona. , istituzione creata nel 1881, è anche il direttore-fondatore di Global Fine Art di Barcellona, dedicato all'arte contemporanea e SleuwenBentz Fine Art LLC, Chicago-Barcellona. Fondatore dell'impresa ServiArt, Centro per la valutazione e restauro di opere d'arte, così come di TaxArt, Centro per la valutazione e il restauro di oggetti d'arte e di antiquariato.

Consulente di varie fondazioni e musei internazionali come il Museo Dali-Lamb a Barcellona e Chicago, la fondazione municipale Joan Abelló Mollet del Vallés, Europa Museum Schengen a Lussemburgo, Museu Reial Cercle Artístic di Barcelona-Collezione Salvador Dalí, tra gli altri.

Membro della Associazione Internazionale dei Critici d'Arte (AICA), membro del Collegio Ufficiale dei Dottori in Filosofia, Lettere e Scienze di Catalunya. Membro della Associazione Professionale Gruppo Tecnico Conservatori-Restauratori di Catalunya. Direttore consultivo del Matt Lamb Chicago Peace Museum.

 
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